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Agrigento OASI MONTALLEGRO Prima dell'istituzione e della successiva fase gestionale di oltre 80 Riserve regionali, l'Oasi LIPU Montallegro è risultata una delle poche aree protette siciliane ad essere attrezzate per la fruizione e la visita guidata. L'Oasi, un bacino artificiale in fase di completa rinaturalizzazione, comprende diverse tipologie ambientali, dalle acque fonde alla vegetazione ripariale lungo le sponde, dalle acque basse e fangose ai piccoli ma densi canneti. Al centro del lago, le acque fonde sono frequentate specialmente in inverno da numerosi gruppi di Cormorani e Svassi maggiori, attirati dall'abbondanza di pesci, principale fonte alimentare per entrambe le specie. Durante le migrazioni sono invece i Moriglioni e le Morette a popolare la porzione centrale del lago, immergendosi alla ricerca di alghe ed altre piante acquatiche. Le zone con acqua più bassa, ovviamente vicino alle sponde, vengono utilizzate da molte specie di uccelli acquatici durante le migrazioni e in inverno: aironi come l'Airone cenerino, particolarmente abbondante, la Garzetta e la Nitticora, anatre come la Marzaiola, la Canapiglia, il Mestolone dal caratteristico becco, il Codone e il Fischione che a volte è possibile vedere anche nel mare circostante e limicoli come il Piro Piro piccolo, la Pantana e l'Albastrello, il Combattente e il Beccaccino, il Piovanello pancianera e il Chiurlo. Il canneto e la vegetazione palustre lungo le sponde accolgono i nidi del Tuffetto, della Folaga e più in alto della Cannaiola mentre i boschi di Salice e di Tamerice danno rifugio a moltissime specie di piccoli passeriformi, aumentando la diversità dell'ambiente e dell'avifauna presente. I Seppur di origine artificiale, il lago ha da sempre attirato anche altre specie animali. Tra queste merita una citazione particolare la Tartaruga palustre (simbolo dell'Oasi), un rettile raro e localizzato in Sicilia, qui presente con una popolazione stabile e numerosa. Non è difficile osservare alcuni esemplari di questa specie intenti a "prendere il sole" lungo le rive e in cerca di cibo a terra o in acqua: molluschi, lombrichi, anfibi e loro larve e piccoli pesci sono le prede più ricercate. Una moltitudine di farfalle e libellule e di altri Insetti, più comuni in primavera e in estate, completa il panorama faunistico dell'Oasi. Un Sentiero natura percorre gran parte del perimetro del lago e dell'Oasi e si conclude con un capanno di osservazione, da dove poter osservare gli uccelli acquatici limitando il disturbo. Mascherature di cannucce e pannelli didattici ed informativi completano le strutture attualmente in dotazione all'Oasi. La visita lungo il sentiero natura è libera e può essere effettuata sempre nel corso dell'anno. Per visite guidate, consigliate a gruppi e a scolaresche, è necessario avvisare e contattare la Sezione LIPU di Agrigento, presso Salvatore Grenci, (tel. 0922/474541). prenotando l'accompagnamento. TORRE SALA - SICULIANA In Sicilia, lungo la costa meridionale, in territorio del comune di Siculiana, in provincia di Agrigento. Per raggiungerla occorre percorrere da Agrigento, la S.S 115 Agrigento-Sciacca, dopo Siculiana, uscire per Siculiana Marina, prendere la strada provinciale n° 75 per Montallegro e percorrerla per circa 2 km. Sino a raggiungere il Casello Omomorto centro visite della Riserva. I vicini paesi di Siculiana e Montallegro sono serviti da alcune ditte di autobus provenienti da Sciacca, Agrigento e Palermo. Con la Ferrovia dello Stato è possibile raggiungere Agrigento e da qui attraverso autobus di linea proseguire per Siculiana. La Riserva Naturale Orientata di Torre Salsa si estende tra Siculiana Marina ed Eraclea Minoa in un territorio incontaminato dove le falesie di gesso si alternano alle marne calcaree, ricoperte talvolta da strati d’argilla. La vegetazione erbacea e cespugliosa che ricopre l’ambiente, talora impervio, talvolta consente l’accesso alla splendida spiaggia da stretti sentieri tra le rocce. Il mare è limpidissimo ed i fondali rigogliosi di flora e ricchi di fauna. Il territorio è caratterizzato da morbidi terrazzi, dall’ampia depressione del pantano (zona umida) e dalla falesia dalla morfologia tormentata. Il paesaggio della falesia, impressionante nel suo bagliore, si anima di forme accidentate e pittoresche estremamente originali, offrendo molteplici e variegati scorci scenografici. Il litorale della riserva, lungo circa sei chilometri, è caratterizzato da tratti di costa alta dove emergono argille azzurre, stratificazioni calcaree con banchi di gesso, marne bianche erose dall’azione eolica che formano delle falesie a strapiombo e sabbia sciolta nei tratti bassi che costituiscono le dune costiere. La Torre Salsa, antica torre d’avvistamento, si trova nel cuore della riserva e domina la sommità di un piccolo promontorio da cui traspare, laddove il processo d’erosione è più intenso, la bianca marna calcarea. Sul mare, un frastagliato tavolato roccioso che si alterna alle spiagge sabbiose, crea una miriade di sentieri dove i pesciolini guizzano veloci tra alghe ed i lenti crostacei trovano rifugio. La flora che trova rifugio nella falesia, scoscesa sul mare, dove riesce a sfuggire agli incendi e a sfruttare il particolare microclima che vi si determina, è di particolare interesse. Questo ecosistema, dove nidifica il falco pellegrino, è sicuramente il più integro della riserva, protetto dalla sua morfologia accidentata e ripida e della natura instabile dei suoi terreni. La macchia mediterranea sempreverde presenta una notevole varietà di specie floristiche. Sono state rinvenute diverse specie endemiche come la lavatera agrigentina, l’ammi crinitum, venti varietà d’orchidee selvatiche, anemoni, iris e lungo la forra di Monte Cupolone parecchi esemplari disetanei di ginepro fenicio. Nelle pareti rocciose trovano rifugio l’istrice, la poiana e il gheppio. La zona umida si estende intorno all’alveo del torrente Salso detto “Pantano”. Nasce nelle vicinanze di Monte Suso e si estende per circa sei chilometri fino a sfociare a mare. Le sue acque sono salmastre ed è caratterizzato da insediamenti di vegetazione igrofila costituita in prevalenza da un fitto popolamento di cannuccia di palude, dalla salicornia, dal trifoglio di palude e da diverse specie di giunchi intercalati da esemplari arborei di tamerici. Negli acquitrini del pantano vivono la rara tartaruga palustre, il ramarro e una moltitudine d’uccelli migratori e stanziali, quali lo storno nero, il pendolino, la cannaiola, l’usignolo di fiume, il beccamoschino, il falco di palude, etc.. Altro ecosistema di particolare importanza naturalistica è l’ambiente dunale che rappresenta uno dei pochi esempi integri ormai sopravvissuti in Sicilia. La duna, attraverso l’azione del vento, nasce e muore nel giro di pochi anni coinvolgendo nel suo ciclo anche la vegetazione che vi è cresciuta sopra. E’ importante la successione vegetazionale che ha inizio a ridosso della battigia con le piante pioniere, piante adattatesi a vivere in habitat con condizioni estreme, quali il ravastello, l’erba cali, l’euforbia delle spiagge; seguono le prime formazioni dunali dove vi crescono piante come la gramigna, la santolina, l’erba medica marina e la calcatreppola che resistono al seppellimento e alle ostili condizioni ambientali attraverso particolari adattamenti (rizomi, foglie rivestite da una spessa cuticola o ricche di pelosità); le dune mobili dove vi crescono lo sparto pungente, l’euforbia marittima, la carota spinosa e il giglio marino. A ridosso della falesia l’ambiente dunale è caratterizzato dalla presenza di uno strato di humus, dal ristagno d’acqua e dalla ridotta ventosità; qui la vegetazione presenta specie arbustive che formano una macchia sempre verde, come la palma nana, la salsola e la timelea. Le spiagge e le dune di Torre Salsa estese e solitarie, rappresentano un luogo ideale per l’ovodeposizione delle tartarughe marine della specie Caretta caretta. Telefono 0922/818220 E-mail wwftorresalsa@tin.it Caltanissetta I BOSCHI I boschi di sughero di Niscemi rappresentano uno degli ultimi lembi di una vasta foresta. Oltre alle querce da sughero, si trovano anche lecci, roverelle, salici bianchi ed altre piante tipiche della macchia mediterranea. Nel bosco vivono anche varie specie di uccelli, tra cui i falconi. I LAGHI Il Lago Sfondato. Sito alle pendici del Monte Pestichino, e' un laghetto di origine carsica, piccolo, ma molto profondo. E' dominato da una parete rocciosa in cui e' possibile vedere gli strati di roccia. Il Lago Soprano. Formatosi ai primi anni del secolo, e' un piccolo specchio d'acqua circondato da una cintura di cannuccia; e' affollato da centinaia di anatre e folaghe. Il Lago Biviere. Situato ad est di Gela, ospita una miriade di uccelli tra cui molti migratori che svernano in Africa e nidificano in Europa. E' una delle zone umide piu' importanti della Sicilia I MONTI Il Monte Conca. E' un rilievo calcareo nei pressi di Campofranco, caratterizzato da grotte e cunicoli scavati nella roccia dall'azione erosiva dell'acqua. Le due grotte principali sono l'Inghiottitoio e la Risorgenza. Il Monte San Giuliano. Dai suoi 728 metri domina la citta' offrendo uno splendido arco panoramico. Nel 1899 fu scelto insieme ad altri 19 monti italiani, uno per Regione, per innalzare Monumenti al Redentore come testimonianza di fede. Il Monte Sabucina. Alto 660 metri, ospita ruderi di un abitato romano e due necropoli. Il materiale raccolto e' ospitato nel Museo Civico. LE VALLI Valle dell'Imera. Il fiume Imera, o Salso, e' il maggiore corso d'acqua della provincia di Caltanissetta. Nella zona circostante vi sono boschi, masserie, miniere e zone archeologiche. LE RISERVE Riserva di Contrada Scaleri. Situata vicino Santa Caterina Villarmosa, e' particolarmente interessante dal punto di vista geologico. Vi sono un gran numero di rocce carsiche su cui l'acqua ha scavato delle caratteristiche incisioni. RISERVA NATURALE BIVIERE DI GELA Sulla storicità del lago non vi sono dubbi, già citato da Plinio per il luccichio dei suoi argini salati, è ricordato da Caius Iulius Solino per le acque prodigiose delle vicine sorgenti. Grazie alla posizione geografica e alle condizioni climatiche la Riserva LIPU Biviere di Gela è una delle più importanti zone di migrazione e di sosta degli uccelli acquatici che passano qui il lungo inverno prima di tornare nel Nord Europa. Nella stagione fredda il lago offre rifugio soprattutto ad anatre, come il Moriglione ed il Fischione, e ai primi migratori tra cui la Marzaiola e il Mestolone. Con la primavera fanno invece la loro comparsa i migratori provenienti dall'Africa: l'Airone cenerino e il più raro Airone rosso, la Garzetta e la Sgarza ciuffetto. Tra le specie meno diffuse il Tarabuso, la Moretta tabaccata e il Mignattaio, simbolo dell'area protetta. Nei mesi di maggio e giugno ecco arrivare il Mignattino e la Sterna in migrazione pre-nuziale. Mentre tra le lunghe canne risuona il richiamo della Cannaiola e del Pendolino, l'occhio attento del visitatore può scorgere i nidi della Folaga, della Gallinella d'acqua e del Tuffetto in compagnia di alcuni esemplari di Spatola. In estate le zone più aperte del lago sono invece frequentate dai primi gruppi familiari di Marzaiole e Folaghe, e dalla rara Pernice di mare. In autunno i limicoli sono più numerosi che in primavera, i primi a giungere dopo un lungo viaggio sono il Piro Piro boschereccio e Culbianco, il Corriere piccolo e grosso e poi il Gambecchio, la Pantana, la Pettegola, il Totano moro, e per ultima a fine febbraio la variopinta Pittima reale. Arriva poi l'Alzavola, il Germano reale e la Marzaiola che si fermano a svernare. Lungo le coste del lago trovano rifugio anche alcune specie di mammiferi come la Volpe, il Coniglio selvatico e la Donnola. Anche i Rettili e gli Anfibi annoverano molte specie. La Riserva è dotata di un Centro visite da cui partono diversi sentieri naturalistici, che permettono di conoscere e vivere sul campo la natura dell'area protetta in tutti i suoi aspetti. Un percorso, ad esempio, attraversa il canneto (d'estate si può attraversare il fiume in secca). Inoltre esperte guide LIPU potranno accompagnare i visitatori e far apprezzare al meglio le peculiarità botaniche e i diversi momenti della vita selvatica. Numerose le attività organizzate: escursioni guidate, educazione ambientale, vigilanza, ricerche, censimenti e monitoraggio continuo delle principali specie animali e vegetali.La Riserva è aperta al pubblico tutto l'anno, tutti i giorni (con orario 8.30 - 13.30 e 14.30 - 17.30). Visite guidate per gruppi o scolaresche devono essere prenotate, contattando gli uffici della Riserva (Tel. 0933/926051). Catania ETNA Sul versante orientale della Sicilia emerge l'imponente forma dell'Etna. L'Etna e' considerata il segno del mito di Polifemo, Aci e Galatea, la "Montagna viva" del Mediterraneo. Caratteristica e' la varieta' dei colori del paesaggio: dal nero di millenarie colate di lava, al verde dei boschi, all'azzurro del mare, al bianco delle nevi carezzate dal sole. LE RISERVE L'area protetta di circa 260 ettari di terreno e' stata costituita per salvaguardare la macchia mediterranea. La Timpa costituisce l'ultimo gradino strutturale che dal cratere centrale si protende verso il mare sul versante orientale dell' Etna. Il litorale lavico presenta dei resti basaltici della "grotta delle colombe" e numerose sorgenti naturali come l'Acqua del ferro, in localita' S. Maria la Scala che tinge di rosso le lave della timpa da cui sgorga. Diverse tipologie di vegetazione caratterizzano la riserva: la macchia foresta ad olivo e carrubbo nella fascia litoranea e la foresta a querce sempreverdi, nella zona più interna. Cefalù La città di Cefalù, l'antica Kephalodion (dal termine greco che significa “capo”, che in questo caso si riferisce alla conformazione naturale della roccia che domina il sito che accoglie la città) si trova in una posizione privilegiata nella provincia palermitana, costruita attorno ad una rocca massiccia ed imponente che nel corso dei secoli ha sempre svolto un ruolo difensivo. Cefalù è uno dei pochi comuni siciliani che fanno parte del famoso Parco delle Madonie, importante centro non solo naturalistico, ma anche storico perché preserva le testimonianza del passaggio umano nella zona nel corso dei millenni attraverso reperti relativi a masserie, chiesette rupestri e mulini. Il ritmo vitale presente nella zona è certamente fuori dalla norma e presenta il fascino di altri tempi, dell'artigianato locale e della tradizione contadina millenaria. Il tutto è sapientemente unito al fascino e alla bellezza naturalistica della vegetazione del Parco. Cefalù colpisce per il suo fascino dato dalla sua posizione eccezionale, dalla sua meravigliosa Cattedrale Romanica che emerge da un groviglio di stradine labirintiche e dai vari elementi medievali ancora custoditi. Oggi la città è un centro turistico-balneare ben attrezzato con villaggi turistici, ma non va scordato tutto il suo passato storico davvero importante e ricco di riferimenti romani e soprattutto normanni. In questa famosa città siciliana si possono ammirare innumerevoli reperti archeologici come i ruderi di un vecchio castello, il Duomo famoso per i suoi mosaici, il Palazzo Mandralisca, sede dell'omonimo Museo che custodisce preziose opere d'arte e, sulla rupe che sovrasta l'abitato si trovano i resti di un santuario megalitico, detto Tempio di Diana, che risale al IX secolo a.C. e che, insieme ad altri documenti di vita preistorica attesta la presenza di un insediamento nel luogo già in epoca pre-ellenica. Enna IL LAGO DI PERGUSA Nel cuore della Sicilia, la conca lacustre di Pergusa è attualmente l'unica zona umida di sosta per gli uccelli migratori, attratti dalla fitta vegetazione che circonda lo specchi d'acqua. Unico lago naturale della provincia, il Lago di Pergusa è difeso dalla riserva naturale che ne contorna le acque e ne vincola le colline. E' famoso e interessante il fenomeno dell'arrossamento periodico delle acque, da imputare alle particolari condizioni della microfauna e flora del lago che, con ciclo decennale, portano alla colorazione delle acque presenti in un rosso carminio, tanto che più volte si è parlato di lago di sangue. La nascita del lago, ancora non datata, si deve ad uno sprofondamento tettonico delle colline eree, dovuto probabilmente al cedimento di cavità carsiche profonde presenti all'interno delle colline stesse. Un fenomeno legato fascinosamente al mito che nel tempo si è sviluppato intorno al lago stesso. Le genti sicule, prima e siculo-ellenizzate, poi, che vivevano attorno al lago, identificavano in questo luogo del rapimento della giovane figlia di Demetra, Kore Persephone, per i romani Proserpina, da parte del Dio degli Inferi, Ades, poi Plutone, che per ghermire la fanciulla intenta a raccogliere fiori, fece sprofondare il terreno sotto i suoi piedi provocando una voragine direttamente connessa con il suo buio regno degli Inferi. PERGUSA LAKE In the heart of Sicily, Lake Pergusa basin is currently the only humid area for migratory birds that are attracted by the thick vegetation that surrounds the water mirror. It is the only natural lake of the province, protected by the natural reserve that encircles its water and hills. There is an interesting and famous phenomenon about the lake: water periodically get reddish because of the peculiar conditions of micro-fauna and flora of the lake. With a ten-year cycle, waters progressively get carmine: indeed, the lake is often called "the blood lake". The lake origins have not been dated yet; however its formation is likely to be due to the setting of Erei hills. This phenomenon is fascinatingly correlated to the lake myth: the Siculi, even after the Hellenic settlement, identified this place with the abduction of Demetra's daughter, Kore Persephone, for Romans Proserpine, by the king of hells, Ades, namely Plutone. The legend tells that in order to capture the young girl while she was collecting flowers, Plutone made the soil subside under her feet, creating an abyss directly connected to the hells. Palermo RISERVA REGIONALE ORIENTATA DI CAPO DI RAMA Sulla costa nord-occidentale della Sicilia, nel promontorio che chiude ad Est il Golfo di Castellammare, in territorio del Comune di Terrasini (PA). E’ raggiungibile percorrendo l’Autostrada A29 (Palermo - Mazara del Vallo) in direzione Trapani ed uscendo allo svincolo per Terrasini. Da qui si attraversa la via Partinico e, giunti in Via Verdi, si svolta a sinistra fino a via Cala Rossa; all’incrocio con via Cala Porro si svolta a destra e in fondo alla strada ci si trova dinanzi la Riserva. Il percorso è accuratamente indicato con apposita segnalazione verticale. L’ambiente, tra i più suggestivi della costa siciliana, si caratterizza per la macchia a Chamaerops humilis (Palma nana). La riserva sorge su un’alta falesia carbonatica di straordinario interesse geologico ed è racchiusa a Sud dal monte Palmeto e a Nord dal mar Tirreno. La costa, alta e frastagliata, ricca di amene insenature e panoramici promontori, presenta numerose grotte modellate nel tempo dalla furia delle onde. In zona di marea si trovano il solco di battente e il “trottoir” a Vermetidi. I fondali, di natura rocciosa, brulicano di vita ed offrono scenari affascinanti. Sul promontorio svetta un’antica Torre saracena divenuta simbolo della riserva. L’area ospita una vegetazione rupestre alofila, con Limonio di Boccone e Papavero cornuto, ed una macchia bassa a Palma nana, Olivastro, Ilatro e la rarissima Quercia della Palestina. Particolare importanza rivestono i folti cespugli di Efedra che offrono ospitalità e riparo a numerose specie della fauna locale; di apporto antropico è l’Opuntia stricta (?) , una specie di fico d’India dai frutti insipidi che ha colonizzato vaste aree. La fauna è quella tipica della gariga e delle coste rocciose, ricca di avifauna: Gabbiano reale, Gheppio, Cappellaccia, Occhiocotto, Passero solitario, Upupa. In primavera e in autunno, sulla scogliera si avvista avifauna migratoria: Aironi cenerini, Garzette, Cormorani. Altre specie sono: Lucertola siciliana, Biacco, Geco, Emidattilo, Coniglio, Riccio, e diverse specie di roditori. Le grotte ospitano anche piccole colonie di pipistrelli. Aperta tutto l’anno. Visite guidate per gruppi e scolaresche su prenotazione. Ingresso libero. Telefono 091/8685187, cell. 348.6020386 E-mail wwfcaporama@libero.it LAGO DI PIANA DEGLI ALBANESI Si trova a circa 20 chilometri da Palermo. L’oasi è facilmente raggiungibile in poco più di mezz’ora percorrendo la strada a scorrimento veloce Palermo – Sciacca, uscita Altofonte e seguendo le indicazioni per Piana degli Albanesi. Ambiente lacustre in cui, nonostante secolari interventi dell’uomo, si conserva la vegetazione di palude e degli stagni di acqua dolce. In prossimità dei numerosi ruscelli che si riversano nel lago, sono presenti veri e propri boschetti ricchi di pioppi secolari e spettacolari salici che lasciano subito il posto a vecchi impianti forestali con le tipiche conifere mediterranee. La vegetazione tipica del lago è stata negli anni abbondantemente sconvolta da una gestione forestale che prediligeva l’impianto di conifere e di Eucalipti. Nonostante ciò sono rinvenibili la vegetazione di palude e di stagno con la Tifa latifolia e lo Scirpeto lacustre, i prati tipici mediterranei, i pascoli ricchi di graminacee perenni e rari ma molto rigogliosi boschi a Pioppo bianco e nero, nonché Salici rossi e bianchi. Molto ricca è la fauna: il clima mite consente la presenza di folaghe, cormorani, moriglioni, mestoloni, fischioni, germani reali, e durante la migrazione primaverile codoni, marzaiole, alzavole. Sono presenti tutto l’anno gli svassi e gli aironi cenerini. Numerosi sono i passeriformi e non è raro osservare il gheppio, e la poiana. Infine la testuggine palustre depone le uova nelle sponde più sabbiose del lago. Aperta tutto l’anno. Gruppi e scolaresche tutti i giorni, su prenotazione presso la sede del WWF di Palermo. L’ingresso per i soci è gratuito. Telefono 091/583040 E-mail Sicilia@wwf.it RISERVA NATURALE ISOLA DELLE FEMMINE Storicamente il nome sembra derivare da "Insula Fimi", isola di Eufemio, dal nome del governatore bizantino della Sicilia. La più evidente testimonianza storica della presenza umana è la torre eretta alla fine del XVI secolo a difesa dei frequenti attacchi dei pirati. L'isolamento geografico, che offre protezione dalle aggressioni umane, e la ricchezza di risorse alimentari costituiscono gli elementi caratterizzanti di quest'isola, consentendo l'insediamento e la rapida espansione numerica di una delle colonie di Gabbiano reale mediterraneo più importanti del Mar Tirreno. L'isola è un punto strategico durante le migrazioni: su di essa si fermano infatti, per riprendere le forze prima di ripartire, specie come il Cormorano, l'Airone cenerino, il Martin pescatore e la Garzetta o numerosissimi piccoli passeriformi, alcuni dei quali anche nidificanti, come il Codirosso spazzacamino, la Cappellaccia e la Cutrettola, oltre ai rapaci delle aree circostanti quali la Poiana ed il Falco pellegrino. Oltre alle diverse specie di uccelli, sono poi presenti la Lucertola campestre, il Biacco, il Coniglio selvatico, numerose coloratissime farfalle come l'Icaro e la Zigena insieme a diversi coleotteri. La zona di riserva marina comprende alcuni tra i fondali più interessanti che circondano l'isola, la cui principale caratteristica è data proprio dalla varietà di ambienti. Un Sentiero natura, corredato da pannelli didattici, permette ai visitatori il riconoscimento immediato delle diverse specie di fiori e dei tanti animali. Il percorso si snoda all'interno del bosco, passando tra le pozze naturali degli anfibi e i siti di osservazione delle farfalle. L'Oasi LIPU Casacalenda dispone di un Centro visite, un Museo del Bosco, sala proiezioni, Sentiero natura, pannelli didattici, parcheggio. L'Oasi è dotata di una Casa delle Farfalle, un'apposita "serra" destinata a numerose specie di questi splendidi insetti, visitabile durante i mesi primaverili ed estivi. Molti gli Eventi natura organizzati per coinvolgere i visitatori nella vita del bosco: dalla Festa di compleanno dell'Oasi alle liberazioni di rapaci, dalle escursioni guidate ai programmi per le scuole. La Riserva è aperta al pubblico tutto l'anno, tutti i giorni, sebbene la visita guidata sia disponibile solo su prenotazione (con orario 8, 30-13 e 14, 30-17, 30). Visite guidate per gruppi o scolaresche devono essere prenotate al Centro visite. Possibili chiusure nei mesi invernali per le condizioni del mare che non permette l'attracco sull'isola. CENTRO RECUPERO FAUNA SELVATICA BOSCO DI FICUZZA Nel secolo scorso i boschi di Ficuzza furono utilizzati come riserva di caccia reale da Fernando IV di Borbone, che vi edificò la rinomata "Palazzina reale", attorno alla quale si è sviluppato il piccolo borgo di Ficuzza. Con la morte del re, nel 1825, l'edifico fu abbandonato e per il bosco iniziò un lungo periodo di sfruttamento e degrado. Sino al 1948, quando divenne proprietà dell'Azienda Foreste Demaniali della Regione Sicilia. Infrastrutture e organizzazione Il Centro è attrezzato con un ambulatorio per la visita, una sala chirurgica e una nursery, dove vengono accolti e allevati i numerosi pulcini abbandonati che giungono a centinaia soprattutto in primavera. Sono state poi realizzate una serie di moderne voliere di vari tipi, in relazione al loro utilizzo: per la riabilitazione, la quarantena, l'ambientamento prima del rilascio, la ricerca ed altre infine per la didattica. Gli animali, che giungono da tutta la Sicilia, vengono immediatamente visitati da esperti veterinari che, sulla base delle patologie riscontrate, stabiliscono il tipo di intervento da effettuare. Il Centro è aperto tutto l'anno e su prenotazione è possibile usufruire, soprattutto per classi scolastiche e gruppi, di visite guidate. Siracusa RISERVA NATURALE SALINE DI PRIOLO Prima dell’impianto del polo industriale Siracusa-Priolo Gargallo, la salina e l’habitat costiero a dune erano estesi per diversi chilometri. La bellezza e il fascino di questi luoghi vengono decantati, tra gli altri, anche da Virgilio, Ovidio, Tucidide e da Stefano di Bisanzio. La Riserva Naturale orientata " Saline di Priolo" salvaguarda l’ultimo lembo di un’ampia zona umida che occupava un ampio tratto di costa tra Priolo e Marina di Melilli (SR). Le motivazioni che hanno giustificato la creazione della Riserva vanno ricercate da un lato nell’evidente valore di testimonianza di questo lembo superstite di naturalità in una fascia costiera pesantemente trasformata dagli interventi umani, dall’altro nell’interesse oggettivo che hanno ormai anche piccole superfici di zona umida per il mantenimento della ricchezza faunistica del territorio. Nell’area sono state censite 216 specie di uccelli, ossia circa il 40% di tutte quelle osservate ad oggi in Italia. Tra queste, di particolare interesse è la poco comune Sterna maggiore, scelta come logo della Riserva in virtù del fatto che vi si osservano in migrazione autunnale i contingenti più elevati d’Italia con conteggi stagionali totali di 150-350 individui. Rilevante anche la nidificazione di anatidi quali la Moretta tabaccata, la Volpoca e il Mestolone. Per questi ultimi due in riserva sono stati documentati i primi casi di nidificazione per la Sicilia. In autunno, in particolare, si osservano stormi di diverse migliaia di limicoli, centinaia di ardeidi, migliaia di mignattini, e numerose altre specie. Numerose le specie accidentali per l’Italia osservate in riserva: tra queste ricordiamo il primo ed unico Corriere di Leschenault, l’unico Beccaccino stenuro per l’Europa, il Piro piro fulvo, pettorale e Terek, la Sterna di Ruppell, la Silvia di Ruppell, il Chiurlottello e molti altri. Anche i Rettili e gli Anfibi annoverano alcune specie tra cui il bellissimo anfibio Discoglosso dipinto e la Lucertola Podarcis wagleriana, endemismo siciliano. Gli itinerari dell'Oasi LIPU Torrile si sviluppano lungo percorsi su passerelle in legno, in parte sospese sull'acqua, che portano ai capanni di osservazione. Sono stati realizzati anche un Centro Anatidi ed alcune voliere per un programma di allevamento e reintroduzione della Cicogna Bianca. L'Oasi LIPU Torrile è dotata di un Centro visite con sala didattica e ludoteca, 6 capanni di osservazione, pannelli didattici, Centro Anatidi, Centro Cicogne. Numerose le attività e gli Eventi natura organizzati. L'Oasi è dotata di un ampio e tranquillo parcheggio, dove è possibile pernottare con il camper. L'Oasi LIPU Torrile è aperta al pubblico tutto l'anno nei giorni di giovedì, sabato e domenica (con orario 9-13 e 14-18). Visite guidate per scolaresche e gruppi sono possibili anche negli altri giorni della settimana, ma devono essere sempre prenotate al n.Tel. e Fax. 0521/810606. L'Oasi può rimanere chiusa alle visite nel periodo invernale a causa delle condizioni metereologiche (nebbia, ghiaccio). Per informazioni rivolgersi al Centro Visite (Tel. 0521/810606). L'Oasi è accessibile ai portatori di handicap. Trapani LAGO PREOLA E GORGHI TONDI La Riserva si trova a circa 4 Km da Mazara del Vallo. Proveniendo da Palermo uscire sulla A29 allo svincolo di Campobello di Mazara, da qui proseguire sulla SS. 115 in direzione Mazara del Vallo/Trapani fino all’altezza del Km 57 ed immettersi sulla S.P. n. 85 che dopo circa 200 m. porta all’ingresso ovest nei pressi del centro visite. Si tratta di una zona umida di origine carsica, in cui si susseguono da nord-ovest verso sud-est il Lago Preola ed i tre Gorghi Tondi, specchi lacustri naturali circondati da una fitta vegetazione palustre e sovrastati sul versante meridionale da costoni calcarei in parte ricoperti da macchia mediterranea, con prevalenza di Quercus calliprinus e Quercus ilex . Un’area strategica per avifauna acquatica. Il terreno circostante ai bacini si presenta già da anni fittamente coltivato a vigneto. I cordoni di vegetazione palustre circumlacuali annoverano la presenza di diverse specie: dall’interno verso l’esterno si passa dai popolamenti a Potamogeto ( Potamogeton pectinata), alle specie del Phragmition ( Phragmites australis, Scirpus maritimus, Typha latifoglia, Arundo donax ) ed a quelle del Magnocarition ( Carex ispida, volpina e distans ). I laghetti, specie nei periodi di passo, sono frequentati da diverse specie di anatre ( Germano reale, Alzavola, Fischione, Moretta e Moretta tabaccata, Codone, Marzaiola ), da Folaga, Gallinella d’acqua e Tuffetto. Rilevanti, inoltre, le presenze di Tarabusino, Nitticora, Aironi rosso e cinerino, Garzetta, Cavaliere d’Italia. Tra i rapaci stanziali Gheppio e Poiana; di passo il Falco di palude ed il Pecchiaiolo. Ai Gorghi vive una consistente popolazione di Emys orbicularis. In profonde tane scavate sui costoni trova rifugio l'istrice. Aperta tutto l’anno ; visite tutti i giorni dalle ore 9:00 e alle 16:00 . Gruppi e scolaresche solo su prenotazione tramite apposita scheda. L’ingresso è gratuito. Telefono 0923/934055 E-mail preola@tiscalinet.it RISERVA NATURALE ORIENTATA SALINE DI TRAPANI E PACECO Nei comuni di Trapani e Paceco, a sud della città di Trapani. Per raggiungere la riserva da Palermo basterà percorrere l’autostrada A29 Palermo/Mazara del Vallo in direzione Trapani, finita l’autostrada seguire le indicazioni “porto” e successivamente imboccare la S.P.21 in direzione Marsala sino al Centro Visite (Mulino Maria Stella). Ambiente salmastro costiero con stagni naturali e saline. Le saline, ancora oggi attive, sono costituite da vasche di diversa dimensione e profondità (qui d’estate, attraverso un gioco di livelli, canali e passaggi d’acqua, si determina una veloce evaporazione dell’acqua marina e la conseguente cristallizzazione del sale), rappresentano un habitat unico per una pregiatissima avifauna e per la flora. I pantani natutrali costituiscono una preziosa risorsa d’acqua dolce per l’avifauna presente. L’ambiente fortemente salmastro ospita diverse specie (alcune anche rare) di piante alofile, tra le quali Fungo di malta, Statice cespuglioso, Calendula maritima, Limonio di Ponzo, Limonio di Lojacono, Limonio a spighe dense, Limonio delle saline, Violaciocca selvatica, Sparto steppico, Ginestrino delle spiagge. Tra gli uccelli, Spatole, Fenicotteri, Aironi bianchi maggiori, Mignattai, Fischioni, Moriglioni, Alzavole, Germani reali Codoni o i nidificanti Cavalieri d’Italia, Fratini, Fraticelli, Volpoche, Gabbiani rosei, Pettegole, Avocette (simbolo della riserva); si può osservare anche il Gheppio, il Falco di palude o il Falco pescatore a caccia; o comunque molte delle oltre 190 specie di uccelli fino ad oggi censite. Telefono 0923/867700 E-mail wwfrnotp@mail.cinet.it |